Il tema fondamentale dell’arte letteraria di Edith Wharton è la difficoltà, se non l’impossibilità, di essere donna libera - libera nei sentimenti oltre che nei comportamenti - in un mondo rigidamente condizionato dagli obblighi sociali. Le tenere eppure volitive protagoniste dei romanzi di Edith Wharton sono esseri superiori, anelanti ad affermare la propria personalità e individualità, disposte ad affrontare molto, se non tutto, in nome della libertà di amare l’uomo che hanno scelto. Ma la società non lo consente, le sue strutture rigide, le sue convenzioni ipocrite, i suoi pettegolezzi spietati non lo consentono. E non è mai la donna a cedere, a rinunciare: è l’uomo, incapace di affrontare la dura realtà dell’ostracismo sociale. Così, in questo appassionante romanzo, il lettore segue il triste naufragio dell’amore tra la bellissima, “ribelle” Ellen Olenska e il solido, ordinato Newland Archer, e l’inesorabile condanna dei due alla separazione, alla solitudine del mondo, il grande mondo dell’aristocrazia newyorkese di fine secolo. Solitudine in un mondo pure animatissimo e dorato, che quasi certamente fu la solitudine spirituale dell’autrice stessa, che nelle magnifiche costruzioni dei suoi romanzi sembra provarsi a raccontare e svelare pubblicamente la pena della propria malinconica vicenda di donna innamorata di un amore impossibile, in una società che tace quando vuole fingere di non capire e parla inesorabilmente quando intende proibire.