E' molto ironico e fa sorridere, ma nasconde tanta amarezza oltre ad una certa crudeltà.
Una scrittura molto scorrevole e vivace.
La neve è elemento fondamentale, ecco quell'aspetta primavera del titolo: a causa dell'inverno e della neve tutto è bloccato, il lavoro del padre che è sempre più nervoso e irritabile, il baseball di Arturo che non vede l'ora di poter giocare; c'è una paralisi dei sentimenti e una freddezza nelle relazioni, come se tutto fosse in un torpore in attesa appunto della primavera, quando con il sole arriverà anche il buon umore.
Altro elemento fondamentale è la religione: questa mamma così devota, sempre con in mano il rosario, che si rifugia nelle sue preghiere per affrontare qualsiasi difficoltà... e la paura del peccato, anche se basta confessarsi e si è sciolti da qualsiasi colpa.
E poi il comportamento di Arturo e dei suoi fratelli nei confronti della madre: tutto è loro dovuto e non capiscono il suo comportamento quando il padre non c'è, pensano che la sua sia una reazione esagerata e che invece dovrebbe tornare ad occuparsi di loro come ha sempre fatto. Certo sono forse troppo piccoli per vederla non solo come madre ma come donna ferita. Addirittura Arturo è invidioso delle madri dei suoi amici perché sono belle e si curano, mentre la sua è sciatta e trasandata.
E quando Maria reagisce nei confronti di Svevo graffiandolo, Arturo pensa che il padre avrebbe dovuto picchiarla per la mancanza di rispetto; evidentemente questo pensiero è frutto di un'educazione basata sulla presunta superiorità dell'uomo sulla donna.
E poi la povertà che assilla Arturo, che si sente inferiore e si vergogna, ecco perché gli piace giocare a baseball, non c'è differenza tra ricchi e poveri.
Ultima cosa: mi è piaciuta molto l'intromissione del cane, penso sia stato un pretesto per far tornare a casa Svevo, come un'occasione per riconciliare la famiglia prima della fine del libro, visto che ormai stava arrivando anche la primavera. :)
Per me è stato amore a prima vista, mi sono subito affezionata ai personaggi.
Anche se alcuni loro comportamenti sono da condannare (e infatti non li ho condivisi) mi sono ritrovata ad assumere un atteggiamento comprensivo e indulgente nei loro confronti, come una nonna che scopre le marachelle dei nipoti a cui però perdona tutto.
Di solito di fronte a tanta bassezza morale resto indignata, ma stavolta mi ha suscitato una certa tenerezza.