Il libro di cui parlo oggi è “Madre del riso” ambientato in Malesia che narra le storia di una giovane donna che è costretta a sposare un uomo più vecchio di lei, che crede ricco. Solo dopo la verità verrà a galla, e la povera Laksami sarà costretta a prendere in mano le redini della famiglia, e a portare avanti sorreggendo tutto con le sue forze, non solo con l’imposizione di un marito più anziano, ma si trova anche i suoi dissensi verso molte cose. Ogni capitolo è presentato da un personaggio, siamo nella Malesia a tempi dell’occupazione giapponese, le descrizioni dei paesaggi sono sicuramente molto belle, così come la figura del centrale del libro che impersonifica la voglia di non abbattersi mai e di andare sempre avanti oltre le sventure, unico neo è la presenza di numerosi refusi che sicuramente potevano essere evitati, nel complesso carino, ma niente di più. “Conosco la mente femminile. Le donne sono molto più pericolose degli uomini. Un uomo non è se non l'ingenuo prolungamento di quel pezzo di carne che gli pende tra le gambe. No, è la donna la predatrice.”